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Progetti per modelli

La sezione “Progetti” dell’Associazione si occupa di ricostruire lo standard delle antiche imbarcazioni siciliane. Partendo dalle ordinate, si riportano in ambiente di grafica vettoriale i dettagli costruttivi.
Il risultato è quello che potete apprezzare nelle immagini sotto riportate, accompagnate da una breve descrizione.
Inoltre l’Associazione è in possesso di oltre un centinaio di progetti costruttivi di altre case modellistiche, di cui troverete qui un elenco, disponibili in copia su richiesta.
I progetti originali sono in fogli di formato A0 o A1.
Coloro che volessero cimentarsi nella costruzione di un modello, li invitiamo a contattarci specificando a cosa si è interessati.


Feluca Spadara, di G. B. Provenzano

Feluca spadara di Giovan Battista Provenzano          Feluca spadara di Giovan Battista Provenzano
Imbarcazione siciliana lunga 14 metri, adibita alla pesca del pescespada. A causa della particolare struttura, riesce a sostituire da sola il Luntro e la Feluca, che per centinaia di anni, sino agli anni ’60 del secolo scorso, hanno lavorato in coppia, con le stesse finalità, nella zona dello Stretto di Messina. La drammatica contrazione del pescato, in questi ultimi anni, ha di molto ridotto la presenza attiva di questa particolare imbarcazione, sempre più adibita a pesca-turismo. E’ un modello di imbarcazione di cui andiamo particolarmente orgogliosi, non solo per la peculiarità della stessa, ma anche perché lo stesso riproduce fedelmente una imbarcazione ancora in piena attività, dislocata lungo la costa messinese (località Ganzirri). La passerella di prua, nell’originale, misura m 22, la torretta m 18. Da notare le particolari appendici esterne poste sulle fiancate ed a poppa che danno una notevole stabilità al rollio ed al beccheggio anche in presenza di mare grosso.


Corriere Siciliano, di G. B. Provenzano

Corriere Siciliano di Giovan Battista Provenzano            Corriere Siciliano di Giovan Battista Provenzano
Su commessa di Vincenzo Florio nel 1853 veniva varato dal cantiere Thompson di Greenock il “Corriere Siciliano”, di 390 tonnellate di stazza lorda e 247 di tonnellate di stazza netta, con un motore da 180 cavalli per una velocità di 11 miglia orarie; era realizzato con due ruote a pale laterali ed uno scafo composito. Per Vincenzo Florio fu la prima unità moderna che facesse parte dell’armamento marittimo. Il “Corriere Siciliano” aveva degli ottimi alloggi di prima e di seconda classe, fu affidato al comando del capitano Marco Davì, cominciando da subito ad operare sulle rotte dei porti italiani ed in seguito prolungò le sue tratte sino a Marsiglia, rimanendo in servizio per lunghi anni.



Gozzi e Lancitedda

Gozzo con lampara di Giovan Battista Provenzano
Gozzo con lampara di Giovan Battista Provenzano – Imbarcazione tipica siciliana munita di “Lampara”, dotata cioè di illuminazione propria per la pesca notturna. Anticamente queste erano alimentate a petrolio, ed in seguito ad acetilene, oggi sono quasi tutte alimentate elettricamente da batterie.


Lancitedda palermitana di Giovan Battista Provenzano
Lancitedda palermitana di Giovan Battista Provenzano – Tipica imbarcazione delle coste della provincia di Palermo. E’ ancora largamente utilizzata per la piccola pesca costiera, che ha vissuto il suo periodo d’oro intorno agli anni ’50 del secolo scorso, quando spesso una di queste piccole imbarcazioni, che non superava i 4 metri, rappresentava l’unico mezzo di sostentamento per interi nuclei familiari dediti alla pesca.


Gozzo a motore di Michele Cipolla
Gozzo a motore di Michele Cipolla – Imbarcazione tipica delle coste della provincia palermitana, lunga 6-7 metri, adibita alla pesca. Pur conservando la struttura tradizionale di una imbarcazione a vela, in tempi più recenti si è ammodernato inserendo un motore entrobordo e modificando opportunamente la struttura per l’alloggiamento dell’elica.



Sardara Palermitana, di G. B. Provenzano

Sardara Palermitana di Giovan Battista Provenzano        Sardara Palermitana di Giovan Battista Provenzano
Questo tipo d’imbarcazione, caratteristica per il campione di poppa molto alto e le fiancate basse, trovava il suo maggior utilizzo nel successivamente alla festa di San Giuseppe, in concomitanza del periodo di passa dei branchi di sarde, pesce molto apprezzato nella cucina siciliana. Inizia la sua attività nel XVIII sec. fino agli anni ’60 del secolo scorso. Alcuni esemplari, seppur rimodernati ed adattati per esigenze di tipo turistico, è possibile ancora ammirarli lungo le coste del palermitano e del trapanese.


Corallina di Torre del Greco

Corallina di Torre del Greco     Corallina di Torre del Greco     Corallina di Torre del Greco
Antica imbarcazione adibita alla pesca del corallo. Era dotato di un braccio azionabile attraverso un argano che portava all’apice due travi incrociate (tramaglio) aventi appesi pezzi di rete da pesca, con il quale si dragava il fondo strappando i pezzi di corallo. Versioni leggermente differenti di questa imbarcazione si ritrovano nelle marinerie delle coste campane ma anche nel trapanese.