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Bireme romana

Immagine 033

Nel settembre 2008, su segnalazione di una bagnante, la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana congiuntamente alla Capitaneria di Porto e al III Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di Messina, ha rilevato e recuperato un rostro di epoca romana nelle acque di Acqualadroni (ME).

Il reperto giaceva, per la fortuna degli operatori, a circa 8 metri di profondità e se ne intravedeva solo la parte superiore; i fenomeni di erosione del fondale in zona hanno anche favorito la scoperta. L’eccezionalità dell’evento sta sia nella rarità dei rostri ritrovati in situ (gli altri due sono stati reperiti rispettivamente nelle acque delle Isole Egadi e a Hatlit in Israele), sia perché per la prima volta si sono conservati i frammenti di legno e i perni di fissaggio del rostro alla struttura della nave (chiglia interna e paramezzale); è infatti presente un doppio incamiciamento del legno fissato con un tecnica particolare.

Il rostro, integro e di fattura eccellente, è decorato su entrambi i lati da due gladi (spade) dividendosi stilisticamente a formare un tridente.

E’ quasi sicuramente ascrivibile ad uno dei relitti della flotta di Ottaviano, sconfitto da Sesto Pompeo davanti Capo Rasocolmo nel 37 a.C., ad ulteriore conferma delle fonti storiche e dei ritrovamenti effettuati in passato in quelle acque.

Successivamente al recupero, il reperto è stato trattato per un primo intervento di desalinizzazione e sono state effettuate una serie di analisi sulla parte bronzea e sul legno.

Alcuni mesi dopo il recupero, in seguito a un contatto col Soprintendente, siamo stati incaricati di eseguire un modello che potesse riprodurre, il più fedelmente possibile, la nave che avrebbe potuto montare la tipologia di rostro ritrovato.

La ricostruzione della stessa, partendo dai dati in nostro possesso, dal rilevamento del rostro fino all’ultimazione del modello, è durata circa un anno e mezzo. La rilevazione fotografica e le misure del reperto ci hanno permesso di eseguire una sommaria ma fedele ricostruzione in proiezione ortogonale.

Utili elementi per desumere le dimensioni della nave si sono rivelati la parte superiore del rostro (in giallo), che ci ha permesso di determinare l’inclinazione del dritto di prua, ed anche la parte inferiore (in grigio), da cui si è ricavata la larghezza della chiglia. Il modello realizzato, nelle sue linee di massima, si è ottenuto attraverso una minuziosa ricerca documentale, confrontando varie immagini di bassorilievi, mosaici, affreschi ed altro.