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Federico Carlo Gravina: il Nelson siciliano

Carlo Federico Gravina, duca di Montevago, nacque a Palermo il 12 Settembre 1756, la casa natale si trova in Piazzetta Arezzo, un piccolo slargo di via Vittorio Emanuele all’angolo con via Roma, dove nel 2006 il Comune di Palermo per il duecentesimo anniversario della sua morte, ha posto una lapide commemorativa.

Federico Carlo Gravina di Montevago (da Wikipedia)

Federico Carlo Gravina di Montevago (da Wikipedia)

Nato in una città di mare, in lui nacque l’amore per il mare e per tutte le arti militari che si trovano nella marina militare di quel tempo. Sin da ragazzo il suo sogno era quello di dedicare la sua vita alla marina, diventare Ammiraglio e guidare grandi flotte in battaglie che sarebbero passate alla storia. Era molto giovane quando dovette trasferirsi a Roma per completare la propria educazione, per come si conveniva in quel tempo a tutti i giovani rampolli delle famiglie nobili. Questa scelta della sua famiglia non l’aveva entusiasmato, ma d’altronde non poteva opporsi a questa decisione che lo allontanava dal natio mare di Palermo.

Riuscì con molta pazienza a completare gli studi romani, forte del suo desiderio di entrare in marina dopo il completamento degli stessi, aiutato anche dalla sua grande fantasia che gli permetteva di passare molte ore a programmare e progettare il suo futuro in marina. Finiti gli studi lo ritroviamo ammesso a far parte della marina Spagnola. Le biografie conosciute lasciano un vuoto della sua vita sino a quando lo ritroviamo al comando della cannoniera “San Cristobal” a soli 26 anni, era il 1782, e quello era il suo battesimo del fuoco, la realtà cominciava a realizzare sogni giovanili. Federico Carlo Gravina guidò con grande bravura la “San Cristobal” durante l’assedio di Gibilterra, dando così inizio ad una splendida carriera sotto la bandiera spagnola.

Al comando della fregata “Juno”, nel 1783 prendeva parte alle operazioni militari della flotta spagnola ad Algeri. Nel 1784 al comando della fregata “Rosa” compì un viaggio nel lontano Oriente. Nel 1791, all’età di trentacinque anni venne nominato Sovrintendente incaricato dello sgombero di Orano, che la Spagna aveva ceduto ad Algeri. Tuttavia nel 1793 sembra che la fortuna gli volti le spalle, nell’impresa di Tolone viene ferito gravemente, per qualche momento temette che la sua brillante carriera stava per finire, ma tutto si risolse per il meglio, si ristabilisce così bene che nello stesso anno è di nuovo in mare, combattendo davanti le coste catalane contro la flotta francese, dove può anche dare prova del suo coraggio a San Ferdinando di Figueiras, ricevendo la promozione all’ambito grado di comandante di divisione navale.

Questa promozione sembrava avergli profuso ancor più forza di volontà e nuovo coraggio, diede prova di ciò dopo che la Spagna aveva stretto un patto di alleanza con la Francia repubblicana, allorché Gravina mise in atto un ardito piano strategico, con alcune lance cannoniere ruppe il blocco navale inglese posto davanti Cadice dall’Ammiraglio Jervis. Una nuova promozione era nell’aria, ed arrivò puntuale nel 1800, Federico Carlo Gravina ricevette la nomina a vice -Ammiraglio, ed il comando delle forze spagnole di stanza a Brest, a quel punto della sua carriera era diventato uno dei più grandi condottieri spagnoli di quel tempo. Nel 1802 fece parte della spedizione spagnola a San Domingo, partecipando alla riconquista di Port Delphin. Federico Carlo Gravina da quando era riuscito a giungere in Spagna ed a iniziare la carriera nella marina spagnola non era più tornato in Italia, quindi decise di prendersi una vacanza e riposarsi un po’ nel suo paese. Una vacanza che precedeva di poco i nuovi ed impegnativi incarichi che avrebbe affrontato, al suo ritorno in Spagna. In Spagna infatti, al suo rientro ottenne la nomina di ambasciatore spagnolo a Parigi ed è con questo nuovo incarico che riesce a stipulare un documento molto importante, l’alleanza navale franco-spagnola siglata il 4 Gennaio 1805. Il successo diplomatico ottenuto, faceva piacere a Federico Carlo Gravina, tuttavia egli sapeva che il suo posto non era dietro una scrivania dentro un lussuoso palazzo d’ambasciata, ma in mare alla guida delle sue navi.

Ed è così che inizia l’ultimo capitolo della sua vita, prende il comando delle quindici navi da guerra spagnole che insieme alle diciotto navi degli alleati francesi avrebbero affrontato i ventisette vascelli della flotta inglese guidata da Horatio Nelson. La battaglia fu terribile, ma soprattutto fu impari, perché la flotta franco-spagnola anche se più numerosa, nulla poteva contro i potenti vascelli inglesi comandati da Nelson, che erano provvisti di tre ponti armati di cannoni, diversamente delle navi franco-spagnole che in maggioranza avevano due ponti armati. Gli inglesi ebbero la vittoria, ma persero il loro ammiragli che trovò la morte. Ma anche Federico Carlo Gravina che si trovava a bordo della sua nave ammiraglia “Principe de Asturias” dove combatté con il coraggio di un leone, venne ferito. Venne raccolto da una fregata francese che lo condusse a Cadice in gravi condizioni. La ferita riportata da Gravina questa volta era mortale.

Il 5 Marzo 1806 Federico Carlo Duca di Gravina venuto da Palermo chiuse gli occhi di una esistenza tutta dedicata al mare, la Spagna perdeva uno dei suoi più grandi marinai.

Principe de Asturias

Il vascello Principe de Asturias (varata 1794), nave ammiraglia della flotta spagnola a Trafalgar.